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Simone Durante non è fotografo per caso. Dietro ogni sua foto c’è una ricerca che è frutto di feroce curiosità e di immensa pietà. La curiosità fa la differenza fra l’arte e la casualità. Tutti possiamo fare qualcosa di buono con un pennello o una macchina fotografica. E’ ripetersi che è difficile. Ci si ripete solo quando c’è consapevolezza di ciò che stiamo facendo, quando c’è ricerca e curiosità, appunto. Della pietà si sa poco, probabilmente è un sentimento antico, sicuramente è scomodo e pesa come un macigno. Simone la conosce e la rispolvera senza esitazione ogni volta che c’è da fare click, come fa il buon giudice prima di emettere la sentenza. Perchè una foto è una condanna, ti immobilizza per sempre, sono vertigini di eternità che è bene elargire con parsimonia.

Scritta dal regista Giacomo Faenza.

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